
Lika Nüssli è pittrice, scrittrice e fumettista svizzera e Cosa forte è il suo primo libro pubblicato in Italia. Racconta per disegni e poche annotazioni scritte la storia del padre, bambino schiavo nella Svizzera degli anni della guerra. La numerosa famiglia di Ernst, che è un bambino allegro e scherzoso che ama “far volare le galline”, accetta di portarlo, come aiutante nei campi e nella stalla, presso una famiglia di un paese vicino, per ricavarne una piccola somma periodica. I giochi, la scuola, il cibo si riducono drasticamente e per quattro anni Ernst deve accettare le imposizioni dei ‘padroni’. Solo quando, cresciuto e consapevole, si rende conto di non poter più sopportare la vita che gli è imposta, decide di tornare a casa e cambiare lavoro. Lika Nüssli racconta di aver avuto l’idea di questo libro durante il covid quando, da Belgrado, nelle lunghe telefonate col padre in una casa di riposo svizzera, gli chiede la storia della sua infanzia. Il padre racconta volentieri e Lika traduce sulla pagina, con garbo a volte e con deciso, quasi rabbioso segno altre volte, i gesti quotidiani di un piccolo servo di campagna: la mungitura, il pascolo, la fienagione, l’accoppiamento delle bestie e la loro macellazione. Non ci sono rivalse nel racconto che procede quasi ‘neutro’, a partire da quella nostalgia di casa iniziale che “col tempo passerà”. Altri bambini condividono la sua sorte, inviati da famiglie numerose e indigenti presso altre disposte a pagare per i loro servizi. Tocca anche a Rösli la sorella che “non è più tanto allegra da quando sta dal contadino Bosshart” e confida ad Ernst, purchè non lo dica a nessuno, che il figlio di Bosshart entra nel suo letto e lei non vuole. Si confidano, disegnati come palline di un albero di Natale, anzi in esse nascosti, perché quel destino sembra loro ineluttabile. E non ci sono giudizi come non ci sono schemi formali o narrativi: le pagine si susseguono con disegni ora piccoli e delicati, ora giganteschi e quasi feroci, nello sforzo di raffigurare persone, animali e luoghi filtrati dalla sensibilità di un bambino.
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