Luca Mastrocola nel volume Alla scoperta della N’drangheta, Rubettino 2024, ricostruisce, attraverso un lungo e certosino lavoro di ricerca negli archivi e nelle fonti d’epoca, l’azione di polizia, la cosiddetta “Operazione Marzano” dal nome del questore Carmelo Marzano, che fu inviato, dal ministro degli Interni Fernando Tambroni, nel 1955, a dirigere la questura di Reggio Calabria. Mastrocola rileva, nell’introduzione, l’importanza generale di questa attività di contrasto della criminalità: ‹‹Essa mostra in modo emblematico come l’attività di repressione e la conseguente descrizione, giudiziaria, politica, giornalistica e letteraria di un’entità criminale possa coincidere con la sua “costruzione” pubblica e ne possa influenzare le dinamiche.›› Come rileva Francesco Benigno nella prefazione, ‹‹La storia della criminalità organizzata è un terreno di ricerca e di elaborazione difficile e contestato. Quasi sempre è l’urgenza del presente a dettare le condizioni dello sguardo verso il passato, diretto, perciò, non tanto a illuminare ciò che accadde, quanto a trovare spunti per la comprensione dell’oggi, vale a dire rintracciare dei fili e delle coerenze con i precedenti storici per spiegare ciò che succede nel presente e ciò che potrebbe accadere in futuro.›› Di particolare interesse è l’analisi del contesto sociale e delle varie interpretazioni dei fenomeni criminali come espressione di “primitivismo sovversivo”, definizione promossa dallo storico Eric Hobsbawm nel suo libro Primitive rebels, del 1959, che – come annota ancora Francesco Benigno – vedeva anche la Calabria protagonista, in uno scenario che spaziava dai bandoleres andalusi ai cangaçeiros brasiliani. La ricerca condotta sui giornali dell’epoca conferma come la chiave di lettura prevalente fosse quella “banditesca”, alimentata, anche, dalla vicenda di Salvatore Giuliano. Le attività di indagine e repressione condotte da Marzano, spesso con metodi giudicati intimidatori e violenti, non ottennero grandi risultati sul piano giudiziario ma, questa vicenda segnò un passaggio storico importante anche se, come scrive Mastrocola:‹‹ La storiografia, però, finora, non ha colto l’opportunità di studiare, attraverso la prima grande azione repressiva del dopoguerra contro la criminalità calabrese, questo intreccio tra discorsi pubblici e pratiche malavitose, attività di repressione e costruzione di un’identità criminale.›› Lacuna colmata da questo libro, che consente non solo di conoscere genesi e conseguenze dell’azione del questore Marzano ma, ed è davvero un aspetto illuminate, l’insieme di cronache, commenti e opinioni del fenomeno della criminalità che restituiscono uno spaccato significativo, e poco noto, della rappresentazione culturale e sociale della Calabria e del fenomeno della criminalità che, Corrado Alvaro contribuì a far conoscere con il nome di n’drangheta.

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