
Intanto la luce del titolo. L’architettura dell’opera punteggiata da titoli esatti annuncianti, poi le aperture corsive che chiamano il lettore all’ascolto dell’orchestra interiore del poeta. Soprattutto, l’inizio. Un’ouverture dentro cui la velocità della lingua traduce il quotidiano, la disposizione, il peso specifico e esistenziale degli oggetti negli interni, le radiografie urbane, l’intimità del poeta nella relazione umanissima con il tutto, con il sentimento verso un tu individuato, verso tutti, per giustizia di amore e di gioia. Il verso canta il transito rapido e drammatico. Nel profondo e contemporaneamente nell’orizzontale.
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