
Una RUBRICA per riportare al centro il pensiero e il canto per la pace in un momento storico fragile e violento: connessioni e tracciati autobiografici in direzione della pace; “cinque righe cinque”, con gratitudine per chi ha dedicato la vita a contrastare la distruzione e la decadenza, la separazione, il consumismo, la guerra, lasciandoci motivazioni per un modo nuovo di relazionarsi con l’altro. Un’iniziativa aperta a tutti, per scoprire nessi nascosti, desideri e speranze convergenti, per riconoscere, come scriveva Calvino, “chi e che cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio”.
Alexander Langer
Se ne è andato 30 anni fa, “più disperato che mai”, come scrive nel biglietto di addio il 3 luglio 1995. Nato a Vipiteno in una famiglia di lingua tedesca e di ampia cultura, frequentò a Bolzano le scuole avvertendo le tensioni etniche che attraversavano la città e tutto il Sud-Tirolo. Si iscrisse alla facoltà di giurisprudenza di Firenze entrando in contatto con le profetiche aperture del sindaco Giorgio La Pira e soprattutto di don Lorenzo Milani al tempo della Lettera ai cappellani militari, quando “l’obbedienza non è più una virtù”.
Divenne direttore di “Lotta continua” negli anni settanta. Dopo la pratica politica nella provincia autonoma di Bolzano, fu eletto al Parlamento Europeo come rappresentante della federazione dei Verdi e si adoperò per una conversione ecologica dell’economia, ma soprattutto, durante la guerra nella ex Jugoslavia, si adoperò per la pace.
Nella Roveri
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