In un tempo in cui odio, morte e distruzione riempiono le pagine dei giornali, dei social, mobilitando piazze e folle, provocando scioperi, discussioni e disordini, ci coglie spesso una profonda frustrazione e un senso di paura, forse.
Ci chiediamo cosa fare, gridiamo a gran voce lo sgomento, desideriamo il cambiamento ma noi possiamo e dobbiamo essere il cambiamento, nel nostro quotidiano, nel nostro lavorio interiore, nel nostro dialogo con il mondo che ci circonda.
Dall’io a un tu al noi, capitiniano concetto della vita, la costruzione della pace parte da me, da te, dal mio e dal tuo agire, lì dove spesso nessuno e nessuna ci vede, dove non c’è gloria, appagamento, risultati eclatanti, folle in delirio, compagni e compagne, gruppi, appartenenze o acclamazioni ma solo tanto, intenso, sfiancante, faticoso e sfidante lavoro, nell’ordinario che è già, anche solo per questo, più che straordinario.

Raffaella Polverini

“Addiopizzo è un movimento che nasce dal basso e si fa portavoce di una “rivoluzione culturale” contro le mafie e per la giustizia sociale. È formato da tutte le donne e gli uomini, i ragazzi e le ragazze, i commercianti e i consumatori che si riconoscono nella frase “Un intero popolo che paga il pizzo è un popolo senza dignità”.
Addiopizzo è anche un’associazione di volontariato espressamente apartitica il cui campo d’azione specifico, all’interno di un più ampio fronte antimafia, è la promozione di un’economia virtuosa e libera dalla mafia attraverso lo strumento del consumo critico antiracket “Pago chi non paga”.
Offriamo assistenza gratuita alle vittime di estorsione e di usura. Incoraggiamo gli imprenditori a denunciare e restiamo accanto a loro prima, durante e dopo il processo. Inoltre l’associazione, rappresentata dai suoi avvocati, si costituisce parte civile a fianco delle vittime.
Un altro nostro fronte di intervento è l’inclusione sociale, con attività di educativa di strada e rigenerazione urbana rivolte a bambini, ragazzi e famiglie investiti da gravi condizioni di povertà economica ed educativa. Qualsiasi azione di contrasto alla mafia non è sufficiente se non si affrontano contestualmente il disagio sociale e il degrado urbano che contribuiscono ad alimentare i fenomeni di devianza.”

Dal sito www.addiopizzo.org

Addiopizzo e la sua nascita. Una mobilitazione dal basso utilizzando e facendo leva sul concetto di “consumo critico”

Il tema del racket e delle estorsioni: la storia di Libero Grassi. L’idea di responsabilità personale e la possibilità di cambiare le cose nell’atto quotidiano degli acquisti

“Eravamo giovani e volevamo tutti rimanere a Palermo senza dover pagare il pizzo”. Le scelte di opposizione e di denuncia portavano spesso all’isolamento e al fallimento della propria attività. L’incredibile forza di semplici e comuni cittadini e cittadine che si sono attivati

La strategia del consumo critico può creare, in modo efficace, una rete di solidarietà attorno agli operatori economici che hanno il coraggio di denunciare

Più di 300 vittime hanno denunciato. Più di 1000 operatori economici espongono l’adesivo di Addiopizzo. Oggi a Palermo il fenomeno estorsivo non è più un destino ineluttabile

L’Associazione assiste anche le vittime con un supporto legale, psicologico gratuito, in accordo con magistrati e forze dell’ordine. Palermo e le altre realtà

Il contesto cambia: sociale, economico, culturale, criminale. Il fenomeno estorsivo è stato colpito pesantemente. Cosa nostra si è quindi riposizionata sul territorio: il traffico degli stupefacenti assicura un profitto maggiore e non ha l’incognita della denuncia

Le disuguaglianze sono cresciute, sono cresciute le sacche di povertà. Quelli che dovrebbero essere diritti per tutti sono diventati diritti per pochi: casa, salute, istruzione e lavoro. Le emergenze sono altre

Il riposizionamento per affrontare soprattutto i bisogni del quartiere Calza, dove sono cresciuti Borselino e Falcone, contrastando la povertà economica ed educativa e occupandosi di rigenerazione urbana, per non lasciare un terreno fertile al crimine. Creare delle alternative. Interventi di autorecupero degli immobili, oltre l’assistenzialismo

Addipizzo è e rimane un’Associazione, siamo sussidiari agli altri, ciascuno, a proprio titolo, deve fare la sua parte

Le Istituzioni supportano? Magistrati e Forze dell’ordine hanno collaborato concretamente. La politica è espressione dei suoi cittadini

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *