Clelia Degli Esposti

Vivo in un piccolo paese sotto gli argini del Po dove sono nata e dove giorno per giorno costruisco il mio giardino, fra piante ed animali, per me luogo poetico e di senso del vivere, fatto di paziente attesa, rispetto e gioia per ciò che restituisce. Ho militato a lungo nella sinistra con incarichi amministrativi finché il femminismo, incontrato con amiche che ancora frequento e considero ormai “storiche”, ha cambiato la mia lente sul mondo, allontanandomi dalla politica delle istituzioni. Le associazioni femminili sono state la linfa e l’impegno costante che ha accompagnato il mio quotidiano, dalla Sororità di Mantova all’Osservatorio sulle violenze contro le donne del quale sono tutt’oggi socia attiva. E non può mancare nel novero la mia appartenenza alle Donne degli Horti, associazione di amiche che non ha bisogno per esistere di tessere e statuto, se non quello di avere la passione del coltivare, della cura e del libero pensiero.

PALESTINA E LIBERAZIONE FEMMINISTA

Libri

“IL RACCONTO DI UN MURO”, AUTOBIOGRAFIA DI UN PRIGIONIERO NELLE CARCERI DI ISRAELE

Letterature

SUL LUTTO

Zoom

IL RACCONTO DI Giuditta Brattini SULL’INFERNO DI GAZA

SocietĂ 

LA ILLUSORIA SUPREMAZIA DELL’UMANO: DAL MODELLO GERARCHICO ALLA STRUTTURA DELLA RETE

Libri Riflessione SocietĂ 

PASSAGGI

SocietĂ 

PALESTINA E LIBERAZIONE FEMMINISTA

In questo piccolo libro, di poche pagine, ma denso di riflessioni, introdotte con una scrittura lucida e radicale, Nada Elia, scrittrice palestinese della diaspora e ricercatrice presso la Western Washington University, affronta il pensiero femminista delle donne palestinesi, mostrando come la loro lotta all’interno di una società patriarcale non possa essere disgiunta dalla lotta contro l’occupazione coloniale che segna drammaticamente le loro vite. In questo senso l’autrice si rifà al pensiero di Angela Davis (sesso, razza, classe), di bell hooks e di tutte le pensatrici razzializzate sottoposte a violenza plurima: non c’è libertà femminile se non c’è liberazione dal contesto ostile ed aggressivo; nel caso delle donne palestinesi se non c’è la consapevolezza che “Israele non è una democrazia assediata, ma uno stato coloniale di insediamento violentemente razzista”. Non c’è giustizia per le donne palestinesi, se non ci sarà per tutto il popolo di Palestina: la giustizia è unica e indivisibile.

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