Vive a Modena, dove è nato nel 1951 – Ha lavorato come insegnante all’Istituto Tecnico Enrico Fermi di Modena. Diplomato in regia cinematografica nel 1981 presso il “Centre de formation au cinema direct” di Parigi, presieduto da Jean Rouch, si è dedicato alla realizzazione di numerosi documentari e spettacoli teatrali fra i quali diversi musical (Jesus Christ Superstar, Cats, Hair, Il Re leone). Da giornalista scrive periodicamente sul settimanale Tempo edito anche on-line da Radiobruno (Carpi- Modena).

“Quando la storia si mette a correre, il cinema non può continuare a camminare”. Questa acuta affermazione, Tinto Brass la fa dire al protagonista del suo film Col cuore in gola del 1967, presentato in edizione restaurata nella serata di pre-apertura della 83° Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, appena conclusa. Frase che il regista italiano intende concretizzare accelerando il montaggio, giocando sui colori, utilizzando il fumetto e la pubblicità. Realizzando così un lungometraggio quasi sperimentale, imbevuto di pop-art e farcito di richiami cinefili al Free Cinema inglese che sorto a metà degli anni '50 arriva alla maturità proprio negli anni '60 grazie a un folto gruppo di nuovi cineasti come Losey, Loach, Richardson, Reisz e Lindsay Anderson che esploderà col suo film forse più cattivo: If (Se) su una rivolta studentesca in una prestigiosa e conservatrice università. Ambientato in Inghilterra, Antonioni ha presentato l'anno precedente, il 1966, uno dei suoi capolavori: Blow up e il giovane Brass ne è affascinato, tanto da citarlo visivamente con ironia e... col cuore in gola.
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