Charlotte Mew, STANZE

traduzione e cura di Valeria Strust

Storie effimere (2025)

Da me molto amata, questa scrittrice si è rivelata con molto apprezzamento al cospetto di genialità come Virginia Woolf e Ezra pound, solo per citare alcuni nomi. Nativa di Bloomsbury, Londra. Trafitta da lutti, malattie mentali dei fratelli, sempre in notevole indigenza, Charlotte rimase con la madre e la sorella Anne per il resto della sua vita, senza volersi sposare per paura di trasmettere ai possibili figli le stesse malattie mentali. Malgrado il successo di critica, non riuscì a avere un decente contributo economico. Rimasta sola, un’irrimediabile depressione la consegnò al suicidio.

Qui una selezione di prosa e poesie, utile finalmente per far incontrare al pubblico italiano questa artista, così sensibile, ritrattile, dalla parola cesellata e affondante e, al tempo, stesso inafferrabile.

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