Anna Maria Farabbi

La poesia mi è venuta addosso. Non è stata non è una scelta. È il mio verbo essere sentire vivere sfondandomi nell’umiltà. Umiltà come consapevolezza responsabile della propria misura infinitesima rispetto al creato, in uno stato esistenziale sociale ecologico necessariamente interconnesso al tutto tutti. Accolgo l’eredità del canto, nella gioia di condividerlo: una consegna artistica spirituale politica.

Bibliografia di Anna Maria Farabbi

RESISTENZE POETICHE, POETI CONTRO IL COLONIALISMO E IL TOTALITARISMO

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Arun Kolatkar, JEJURI

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Sepp Mall, LO STATO DELLE COSE

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ATLAS CAPITOLO ZERO

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Stelio Carnevali, UNA VISITA

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Paolo Pergola, DARE DEL LEI

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DENTRO IL BUIO LE RIGHE DELLA LUCE: DA ANNA FRANK A VIKTOR E. FRANKL

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IL SOGNO DI OREZ

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Alberta Bigagli, LA MIA AMICA ANTIGONE

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Choman Hardi, LA CRUDELTÀ CI COLSE DI SORPRESA, POESIE DAL KURDISTAN

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IL SIGNIFICATO DELLA PIAZZA

Ha senso riflettere su ciò che nominiamo “piazza”: significare questo luogo fulcrale da un punto di vista sociale, culturale, architettonico, storico, artistico, urbanistico, politico, antropologico. L’urgenza drammatica di questa necessaria attenzione sui luoghi cardiaci della città, le piazze appunto, è imposta da una polverizzazione in atto delle composizioni aggreganti e aggregate nella polis, da una costante devitalizzazione della relazione fisica tra le persone, compensata da una invasiva, compulsiva e frenetica comunicazione virtuale. Non solo.

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