César Moro

Su un campo di briciole di pane si allunga smisuratamente una lancetta d’orologio

Alternativamente vi si accendono o si spengono occhi di granchio o di serpente

In controluce sorge un fumo di ciglia traforate

E disposte come una torre simile a una donna che si toglie i vestiti

Altri animali più familiari come l’ippopotamo o l’elefante

Trovano la loro strada tra l’osso e la carne

Una rete di occhi di medusa impedisce il passaggio

Sull’arenile che si estende come una mano abbandonata

A ogni passo una palla di marmo dice se l’aria è verde o è nera

Se gli occhi pesano uguale su una bilancia incrociata di capelli

E chiusa in un acquario posto in cima a una montagna

Che a volte trabocca e a volte lancia come una catapulta

Cadaveri rosa o neri o verdi di bambini alle otto estremità

Cadaveri dipinti come le zebre o i leopardi

E che cadendo si aprono altrettanto meravigliosamente che una cassa di spazzatura

Sparsa in mezzo a un cortile di marmo rosa

Attrae gli scorpioni e i serpenti d’aria

Che sibilano come un mulino dedicato all’amore

A parte un uomo di metallo piange contro un muro

Visibile soltanto quando esplode ogni lacrima

César Moro

Por un campo de miga de pan se alarga desmesuradamente una manecilla de reloj

Alternativamente se iluminan o se apagan en ella unos ojos de cangrejo o serpiente

Al contraluz emerge una humareda de pestañas caladas

y dispuestas como una torre que simulara una mujer al desvestirse

Otros animales más familiares como el hipopótamo o el elefante

Hallan su camino entre el hueso y la carne

Una red de ojos de medusa impide el tránsito

Por el arenal que se extiende como una mano abandonada

A cada paso una bola de marfil dice si el aire es verde o negro

Si los ojos pesan iguales en una balanza cruzada de cabellos

Y encerrada en un acuario instalado en lo alto de una montaña

Rebalsando a veces y arrojando a veces como una catapulta

Cadáveres rosados o negros o verdes de niños a los ocho extremos

Cadáveres pintados según las cebras o los leopardos

Y que al caer se abren tan hermosamente como una caja de basura

Extendida en medio de un patio de mármol rosado

Atrae a los alacranes y a las serpientes de aire

Que zumban como un molino dedicado al amor

Aparte un hombre de metal llora de cara a una pared

Visible únicamente al estallar cada lágrima

*

Tornano le formiche…

Tornano le formiche ad animarsi nella tua bocca

Torna la lacrima nella prateria dei pesci imbalsamati

Vuelven las hormigas…

Vuelven las hormigas a animarse en tu boca

Vuelve la lágrima a la pradera de los peces disecados

*

Il grido…

Il grido degli uccelli gira come una spada

El grito…

El grito de las aves gira como una espada

*

La voce è una cerbiatta…

La voce è una cerbiatta su una foglia di sale

O un aereo annusato dai maiali

La voz es una corza…

La voz es una corza sobre una hoja de sal

O un avión husmeado por los chanchos

*

Città nascosta…

Città nascosta fra le labbra

Ventura o tempesta o torrente

Città uguale a una corrente d’aria

Tra una lametta da barba e una ciglia abbandonata

Ciudad escondida…

Ciudad escondida entre los labios

Ventura o tempestad o torrente

Ciudad igual a una corriente de aire

Entre una hoja de afeitar y una pestaña abandonada

*

Inconciliabilmente…

Inconciliabilmente uniti

Sull’orlo della disperazione

Scambiandosi biglietti da visita

Irreconciliablemente…

Irreconciliablemente unidos

Al borde de la desesperación

Cambiando tarjetas de visita

*

L’amore ha cambiato…

L’amore ha cambiato faccia

Da ognuna delle palpebre di cera

Pende un peso di bronzo splendente

In fondo a un filo di 50 centimetri

Una spilla da balia lunga come una mano

È conficcata nel naso e forma un angolo

Di 20° col meridiano di Greenwich

Il volto vola pesantemente fra la notte e il giorno

Senza sapere che medaglia tenersi

El amor ha cambiado…

El amor ha cambiado de rostro

De cada uno de los párpados de cera

Pende una pesa de bronce reluciente

Al extremo de un hilo de 50 centímetros

Un imperdible largo come una mano

Está clavado en la nariz formando un ángulo

De 20° con el meridiano de Greenwich

El rostro vuela pesadamente entre el día y la noche

Sin saber con cuál de las medallas quedarse

*

Il latte aceto si spande…

Il latte aceto si spande lentamente sui margini degli occhi

Fuoriesce dal naso e dagli orifizi auricolari

il corpo intero trema di frutti sciroppati

E risplende di diamanti attraversando l’erba alta

E di dentini d’ametista che digrignano canzoni

Dei boschi di mani desolate e della pioggerella tagliata in mannelli

Riconta il crepuscolo gli occhi prima di seminarli

Le punte di grammofono si alzano giusto sulla linea della perpendicolare

La nebbia di gelatina congelata s’impadronisce dello spazio

La città intera è formata soltanto da colonne di marmo di differenti colori

Lentamente prosegue il suo cammino

Il mare a volte si nasconde nella più grossa

Anche il vento a volte piange l’indescrivibile fauna polare

Che cerca inutilmente di scalare i bordi lisci delle colonne

Che girano col movimento del cuore e che inoltre anticipano

Il passo interrotto del cammello

Un orso pende da un capitello e si dimena prigioniero nella strana trappola

Un uccello affonda varie volte il becco nel marmo fino a farlo sanguinare

A branchi le renne corrono per la pianura gelata spariscono e tornano

Un fungo e un pezzo d’orecchio o semplicemente l’orecchio completo

Restano lì soltanto per servire da punti di riferimento

La leche vinagre se extiende…

La leche vinagre se extiende mansamente en los bordes de los ojos

Se desborda sin prisa de la nariz y los orificios auriculares

El cuerpo entero tiembla de frutas almibaradas

Y reluce de diamantes atravesando la maleza

Y de dientes pequeñitos de amatista rechinando alguna canción

De los bosques de manos desoladas o de la garúa cortada en gavillas

Recuenta el crepúsculo los ojos antes de sembrarlos

Las púas de gramófono se elevan en la línea justa de la perpendicular

La niebla de gelatina congelada se apodera del espacio

La ciudad entera está formada únicamente de columnas de mármol de diferentes colores

Lentamente sigue su camino

El mar a veces se oculta en la más gruesa

El viento también a veces llora la indescriptible fauna polar

Que intenta vanamente escalar los bordes lisos de las columnas

Que giran con el movimiento del corazón y que además adelantan

Al paso cortado y suave del camello

Un oso pende de un capitel y se convulsiona prisionero en la extraña trampa

Un ave hunde varias veces su pico en el mármol hasta sacarle sangre

En tropel los renos corren por la llanura helada desaparecen y vuelven

Un hongo y un pedazo de oreja o simplemente la oreja completa

Sólo quedan para servir de puntos de referencia

*

Epilogo

Per aprire alla fine fessure

lungo il muro del tempo

Epílogo

Para abrir por fin rendijas

en la pared del tiempo

***

Emilio Adolfo Westphalen Milano (Lima 1911 – 2001) è stato un poeta, saggista e promotore culturale peruviano. Negli anni ’30, insieme a Xavier Abril e a César Moro – quest’ultimo appena rientrato da Parigi, dove era stato nella corte di Breton – fonda un gruppo poetico surrealista, pubblica le sue prime raccolte Las ínsulas extrañas (1933) e Abolición de la muerte (1935), cura – ancora con César Moro – la prima mostra surrealista in America Latina (Lima, 1935) e dirige la pubblicazione surrealista “El uso de la palabra” (1939). Negli anni successivi coordina le riviste “Las moradas” (1947-1949), “Revista Nacional de Cultura” (1964-1966) e “Amaru” (1967-1971), e lavora come traduttore e diplomatico a New York, Roma, Lima, Città del Messico, Lisbona. Escono quindi altre raccolte di poesia (Belleza de una espada clavada en la lengua, 1986; Ha vuelto la diosa Ambarina, 1988; Cuál es la risa, 1989; Falsos rituales y otras patrañas, 1992).

Di lui Octavio Paz ha scritto: “Emilio Adolfo Westphalen è uno dei poeti più puramente poeti fra quelli che scrivono in spagnolo. La sua poesia non è inquinata da ideologie, moralismi o teologie. Poesia di un poeta, e non di un professore o di un inquisitore. Poesia che non giudica, ma che si e ci meraviglia.”

I testi che presentiamo, tratti da E. A. Westphalen, Otra imagen deleznable…, Fondo de Cultura Económica, México 1980, appartengono alla raccolta Belleza de una espada clavada en la lengua (Bellezza di una spada a trafiggere la lingua, 1986 – ma il libro riunisce poesie scritte perlopiù negli anni ’30).

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