Gianluca D’Annibali con Poeti, migranti… ed altri insolenti (a braccia semiaperte) ci consegna la ballata dei nostri giorni al ritmo di invettive, giochi di parole, rovesciamento di luoghi comuni e denuncia di abusi di corpi, parole e offese alla dignità perpetrate lungo tutte le rotte di terra e di mare. Una serie di tessere che, come istantanee, compongono il puzzle movimentato di questo tempo lungo di traversate dentro cambiamenti epocali. Una requisitoria contro pavidità e ipocrisie, necessaria per non smarrirsi e smarrire il senso profondo della comune umanità.

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