Leandro Di Donato vive a Nereto, in provincia di Teramo.
Ha pubblicato le raccolte di poesia Parole dei miei giorni, Edizioni Pan Arte, Firenze, 1978, Le strade bianche, Edizioni del Leone, Venezia, 2006 e Il corpo del vento, Di Felice Edizioni, Martinsicuro (TE), 2021. È presente nelle antologie Voci nuove del parnaso abruzzese, Edizioni dell’Urbe, Roma, 1987, 4 Poeti abruzzesi, Edizioni Orizzonti Meridionali, Cosenza, 2004 e L’orma lieve, Edizioni Le Voci della Luna, Sasso Marconi (BO), 2011.
Nel 2012 ha partecipato con un suo scritto al volume collettivo L’odore della stampa – Il respiro dei libri, edito dall’Editrice Marte di Martinsicuro (TE).

Il loro grido è la mia voce. Poesia da Gaza, Fazi Editore 2025, raccoglie le poesie, scritte in gran parte a Gaza dopo il 7 ottobre 2023, di dieci autori e autrici. Tutti, tranne Abu Nada, uccisa nell’ottobre del 2023 e Alaeer, ucciso nel dicembre dello stesso anno, continuano a vivere, anzi a sopravvivere, nell’inferno di Gaza. Il volume, che si apre con una Prefazione di Ilan Pappé, è curato da Antonio Bocchinfuso, Mario Soldaini e Leonardo Tosti e le traduzioni dall’arabo sono di Nabil Bey Salameh. Nell’Introduzione, intitolata Una casa in versi, i curatori scrivono: ‹‹Nei versi abbandonati ritroviamo i temi di una violenza radicale, intenzionale, istruita e diffusa. A tale brutalità la poesia risponde come può, con la sua unica altra voce, per ritornare ferita alla sua casa. La casa è la misura della loro letteratura, dimensione della stessa mancanza. Occorre qui ricordare che il sostantivo bayt, in arabo come in ebraico, significa al tempo stesso il verso poetico e la casa. E proprio la casa si mostra quale prima ossessione: prigione nella prigione.›› E ancora: ‹‹Tra gli abitanti di Gaza – come tra le loro poesie – non sarà difficile incontrare chi ha vissuto senza essere uscito dalle mura di quella prigione.›› La densa e approfondita introduzione si conclude con parole che meritano di essere poste davanti ad ogni pagina: ‹‹Prendi queste pagine tu che puoi: sfoglierai l’anima del mondo in frantumi. Prendila, ma con dolcezza, perché tra le tue braccia ti sorriderà:
Leggi l'articolo completo