Vivo nel paese in cui sono nata: un lembo di terra, di campagna, accostato all’argine del Po. Mi sono laureata in filosofia in anni lontani, ho vissuto in Brasile, ho insegnato e cercato di conciliare il lavoro con l’interesse per i popoli del mondo e le loro storie. Mi piace riflettere sulle scritture di pensatrici, nomi antichi sepolti nella storia o presenti nel mondo contemporaneo, che sanno esprimere sapienza; cerco di portarle alla luce, di percorrere le loro strade insieme ad altre donne; medito sulle loro scelte mentre rovisto con le mani nella terra. Amo le piante, le curo, le moltiplico e ne scovo i germogli, facendo festa alla pioggia di primavera, alle brume autunnali e ai rigori dell’inverno. Le difendo dall’arsura che schiaccia e dal biancore dell’estate che aspetto passi in fretta.

Ho trasportato sul tavolo tutti i libri di Luisa Muraro; si è creato un lungo vuoto sullo scaffale, ma vederli insieme, un po’ alla rinfusa, rigenera una lunga storia di pensieri, discussioni, incontri. Non ci sono solo i libri, ma cassette registrate, appunti, quaderni pieni di note, articoli di giornale: il percorso della riflessione sul pensiero della differenza che ha attraversato la vita.
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